Bamboo o bambù: scopriamo questo materiale e dove si usa

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Bambù, bamboo, bambou, bambu, bambi…ma insomma come si scrive?!?
Si esatto, non ti voglio parlare del personaggio della Walt Disney ma di quella pianta che ormai è sulla bocca di tutti (non sto scherzando, sapevi che esistono gli spazzolini ecologici col manico di bambù??)

Hai letto bene, la canna di bambù (come si dovrebbe scrivere correttamente nella lingua italiana), non è né un albero né un arbusto come potevi immaginare ma una pianta erbacea che può tranquillamente arrivare ai 15 metri di altezza (molto di più di un cervo saltellante)!

 

Il suo nome ha origine dalla parola malese (lingua ufficiale della Malesia) “mambu”, trasformato dagli olandesi nel 16esimo secolo in Bamboes, che prenderà la sua forma neolatina “Bambusa”.
Nonostante raggiunga delle dimensioni simili in alcuni casi a quelle di un albero ne differisce principalmente in quanto la sua crescita avviene in una singola stagione. Da quel momento, a differenza dei normali alberi, il bamboo non cresce più in altezza ma aumenta solamente il numero dei rami.

Un’altra differenza è la sua resistenza alle temperature ed altitudini estreme!
Nonostante sia una pianta tropicale, il bamboo può tollerare temperature fin sotto i -20° e crescere anche oltre i 4000 metri di altezza.

Queste qualità ne favoriscono la diffusione ed oggigiorno, oltre ad essere fonte di cibo per il nostro simpatico amico panda, che si ciba delle specie più basse, le coltivazioni di bamboo, diventano materia prima sia per l’arredo che costruzioni grandi e piccole, dai ponti al parquet, dagli strumenti musicali agli abiti, dai piatti fino ad arrivare allo spazzolino in bamboo!

Ne esistono più di 1400 specie ed in tutto il mondo e per questo motivo le piantagioni di bamboo sono presenti a partire ovviamente dall’Oriente fino qui a casa nostra in Italia, dove al principio veniva utilizzato esclusivamente a scopo ornamentale per le residenze nobiliari.

 

Cos’è il bamboo e come si coltiva

Il bamboo pianta, o meglio la canna di bambù, è costituita da 3 componenti principali, il rizoma, il culmo e i rami. Il culmo è la parte comunemente chiamata “canna”, e costituisce il fusto della pianta.

Dall’aspetto legnoso, di colorazione verde nella maggior parte dei casi, cresce dritto e cavo, e dal culmo hanno origine se le condizioni di luce e densità di piante lo consente, i rami che sostengono le foglie, fonte come in tutti i vegetali, di energia ed ossigeno.

Le parti nascoste, le radici, vengono chiamate rizomi, riescono a svilupparsi anche in terreni ostili grazie alla loro resistenza è la conformazione acuminata. Per questo motivo il bamboo è famoso per il tuo carattere “invasivo”, in grado di creare una siepe in brevissimo tempo, ma allo stesso tempo necessita di tecniche per il suo contenimento!

Se hai intenzione di coltivare il bambù nel tuo giardino ti darò dei brevi consigli per eseguirlo in maniera impeccabile! I terreni ricchi di sostanze organiche sono l’ideale per la crescita del bambù, ancor meglio con un sottofondo argilloso.

Il bambù ama l’acqua, perciò puoi regolarmente innaffiarlo più volte al giorno, evitando però ristagni eccessivi di acqua. Per combattere il suo potere infestante invece è possibile utilizzare due procedimenti.

Il primo, chiamato bordatura, consiste nel rimuovere manualmente i rizomi che si estendono oltre l’area designata alla pianta. Posizionare invece delle barriere fisiche ad un profondità di ca. 90 cm lungo il perimetro della coltivazione offre un’alternativa valida al contenimento del sempre verde bamboo.

 

Tipologie di bamboo più usato e le loro caratteristiche

Le piantagioni più diffuse riguardano quattro generi principalmente, la Bambusa, la Chusquea, l’Arudinaria e la Phyllostachys.

Di quest’ultimo fa parte il “moso” (Phyllostachys edulis), specie ribattezzata “bamboo gigante”, capace di crescere fino a 60 cm al giorno (con altezza massimo fino a 25 metri!) e di raggiungere un diametro di 12-15 cm! Dello stesso genere esiste il Madake (Phyllostachys bambusoides), la cui particolarità è l’estrema resistenza, in quanto nessun altro bambù ne eguaglia la sua durezza.

Viene usato in Giappone nell’architettura, nell’artigianato e nella costruzione di strumenti musicali. Sempre un Phyllostachys, in questo caso il nigra o comunemente chiamato bambù neroI giovani culmi verdi di questo bellissimo bambù si scuriscono progressivamente fino a diventare neri come l’ebano.

Viene molto utilizzato in medicina per le sue proprietà antipiretiche ma soprattutto a livello ornamentale grazie alla sua particolare colorazione.

 

Dove viene utilizzato il bambù?

L’utilizzo del bamboo ha le connotazioni più disparate! Le specie con i germogli più dolci sono utilizzati in cucina, quelle con proprietà medicali nell’industria farmaceutica. Principalmente però il bamboo si trasforma arricchendo le nostre abitazioni, dal parquet alle canne di bamboo per arredi.

Sostituisce con la sua versatilità oggetti dal normale utilizzo quotidiano come piatti e spazzolini di bambù che permettono di ridurre la quantità di plastica utilizzata. Come puoi vedere dalla tavola alla bioedilizia, le potenzialità di questa pianta sono tantissime!

Perché non ti converti anche tu al mondo del bamboo? Risparmieresti in costi e salute, e daresti un piccolo aiuto a ridurre l’inquinamento del pianeta!

 

Bamboo o bambù: scopriamo questo materiale e dove si usa: Conclusioni

Uno straordinario esempio della resilienza del bambù è il fatto che è stata l’unica pianta a sopravvivere alle radiazioni dei bombardamenti atomici di Hiroshima, in Giappone, nel 1945. Il calore inceneritore ha distrutto tutti gli alberi e altre piante, ad eccezione di un boschetto di bambù. Da allora il boschetto è stato rimosso, ma i culmi del boschetto sono conservati in un museo a Hiroshima.

Pensa che un ettaro di piantagione di bamboo è in grado di assorbire circa 18 tonnellate di carbonio. Inoltre le sue radici purificano le acque di laghi e fiumi. Inoltre sapevi quale materiale scelse Thomas Edison per il filamento all’interno della lampadina dopo più di 1000 tentativi??

Esatto! Proprio un filamento di fibra di bamboo!

Infatti recentemente gli scienziati hanno scoperto che il carbone vegetale di bamboo si comporta come un nanotubo di carbonio, quindi un conduttore di elettricità!

Mi auguro che quest’ultimo aneddoto ti abbia definitivamente convinto che il bamboo è una risorsa naturale importantissima, preziosa nel suo essere un sostituto della plastica e nel suo carattere versatile ed ecosostenibile. Se quello di cui ti ho appena parlato rispetto l’ecologia è di tuo interesse ti lascio di seguito un articolo su come ridurre l’inquinamento.

Un saluto dal Team Similsmile.

 

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